Angelo Conte nasce a Latina nel 1958 da Costantino, di professione meccanico, e Teresa Montarsi, casalinga e vedova di guerra.
La famiglia risulta essere molto unita, al punto che Teresa, cattolica praticante proveniente da famiglia integralista, sposa Costantino che è comunista (il papà di Costantino è stato fra i primi socialisti del frusinate) e ateo, e lo sposa, cosa rara al tempo, in municipio creando notevoli dissapori con la famiglia di origine, dissapori che saranno risolti proprio con la nascita di Angelo, nome imposto dalla nonne materna al posto di Ivan desiderato dal padre. Angelo avrà anche due sorelle: Valeria, nata prima, e Maria Antonietta la terzogenita.
La vita in famiglia scorre senza difficoltà, se si tolgono quelle della famiglia relativamente numerosa di un piccolo artigiano di provincia, e Angelo vive fra la passione politica del padre ed i fervori religiosi della madre, che rimarrà sempre religiosa cercando di indirizzare anche i figli sulla via della fede.
Già nelle scuole elementari Angelo si fa notare per l’abilità artistica, vince anche un premio di pittura, e suggeriscono ai genitori di indirizzarlo verso un liceo artistico, ma non essendoci una scuola simile nelle vicinanze la scelta cade su un Istituto Professionale d’Arte di Cascano (Caserta) che frequenta negli anni ’70, dove seguendo l’indirizzo ceramico si diploma prima come maestro s’arte, e successivamente si specializza come Maestro di Arti Applicate. Frequentando la scuola sviluppa la sua passione per il disegno e la pittura esercitandosi nel figurativo e disegno dal vero, con uno stile realistico fotografico, facendosi così notare da uno degli insegnati della scuola, Carlo Rossi docente di arti visive e noto pittore napoletano che e lo sprona nel lavoro, facendogli anche frequentare il suo studio a Napoli.
Già durante gli anni della scuola avverte però che i suoi lavori, anche se permettevano di affinare le varie tecniche, imponevano però dei limiti a ciò che la sua fantasia sentiva di dover esprimere, e la conoscenza dei lavori di Pablo Picasso, in particolare del Periodo Blu, inizia ad aprirgli nuove prospettive che si radicalizzeranno dopo la visione delle Demoiselles d’Avignon e la scoperta di Georges Braque. Sempre dopo la metà degli anni ’70 le conoscenze si sviluppano, ed è possibile dire che altri importanti riferimenti sono Man Ray e Frida Kahlo e via via si avvia verso il dadaismo. Frequenta i cinema d’essai, in particolare gli piace Luis Buñuel e, forse proprio attraverso i suoi film, imbocca la via surrealista con la scoperta di Salvador Dalì, “Il primo, quello isterico” ama precisare Angelo Conte.
Dopo le scuole superiore Angelo Conte si iscrive a Napoli alla facoltà di Architettura, dove si laurea alla fine degli anni ’70 e assieme ad altri compagni di studio apre, sempre a Napoli, uno studio associato di architettura che da subito pare avviato con buone prospettive di sviluppo, e soddisfazione anche da parte del padre.
Nel 1974 si sposa con Ida Pani, dal matrimonio nasce Alessandro.
La passione per l’arte, la spinta interiore che fin da ragazzo lo aveva accompagnato lo spinge però, con grande dispiacere del padre, a risolvere la carriera di architetto per imbracciare definitivamente la sua scelta di vita: fare il pittore, e per esprimersi sceglie il non facile percorso del linguaggio surrealista, scoprendo via via René Magritte, alcuni artisti non minori ma meno noti come Dorothea Tanning, Paul Delvaux da cui prenderà spunto per l’immaginario femminile, che sarà però interpretato nella chiave algida del pittore francese ma in una più consona matrice mediterranea e tizianesca.
La prima mostra personale di una certa importanza sarà nel 1978 a Villa Literno (Caserta), e subito dopo Angelo Conte si trasferisce, presso Bellinzona, dove risiederà per quasi vent’anni.
L’ambiente culturalmente più ricettivo della Svizzera, ed in generale dei paesi del nord Europa, gli assicurano subito un buon successo come dimostrano le frequenti mostre tenute nella Confederazione (1984 Galleria Nava a Biasca, Ticino; 1985 Galleria Schuler a Erstfeld, Uri; 1986 Galleria Poltera a Lugano, Ticino e Galleria Matzler a Alpnach Dorf; 1988 Galleria Toni Brechtbul a Grenchen e Studio Malpensata a Lugano, Ticino; 1989 Kunsthaus a Grenchen; 1993 Kunsthalle a St. Moritz; 1995 Ambasciata d’Italia a Berna; 1996 Kunsthaus a Grenchen).
Nel 1987 per i tipi dell’editore Sembrancher (Svizzera) pubblica un saggio di riflessioni sul suo lavoro dal titolo La pittura come coscienza dell’essere.
L’attività di Angelo Conte non si ferma alla Svizzera, ma approfittando di ogni occasione viaggia continuamente, soprattutto, ma non solo, in Europa, spesso ospite di amici o di altri artisti. Così si fa conoscere ed apprezzare dalla Svezia alla Serbia (ricordiamo la mostra alla Galleria KNY di Belgrado), e particolarmente in Russia dove si reca di frequente, parlandone bene la lingua.
Si reca più volte negli Stati Uniti dover espone frequentemente, in particolare a New York nel 1991 (Galleria Art 54) e nel 1994 partecipa all’Artexpo.
Nel frattempo (1990) divorzia da Ida Pani, cui viene affidata la cura del figlio.
Pur con i continui impegni internazionali Angelo Conte mantiene vivi anche i rapporti con l’Italia, esponendo nel 1987 alla Galleria Modigliani di Milano; nel 1988 alla Galleria Caldarese di Bologna; nel 1993 alla VIII Mostra EIAC al Palazzo Affari di Firenze; nel 1994 alla Galleria la Telaccia di Torino e al Palazzo delle Esposizioni di Roma; nel 1995 al Palazzo Ducale di Genova, al complesso Le Zitelle di Venezia e al Museo Civico di Spoleto.
Nel 1993 pubblica un secondo volume di riflessioni interamente dedicato al Surrealismo, con l’editore Biasca (Svizzera) dal titolo Il Surrealismo come non pittura.
Nonostante gli apprezzamenti nel 1996 Angelo Conte, forse a causa di qualche insuccesso o di qualche critica non positiva, anche perché il surrealismo non ha più l’appeal di un tempo ma Conte non vuole cambiare lo stile che gli ha permesso di superare i limiti che la fantasia imponeva, passa un periodo di crisi, pensa di abbandonare il (difficile) mestiere di pittore e affida le sue tele (circa 150 opere) a due galleristi. Casualmente ad una lettura di poesie del poeta padovano, surrealista ed ermetico, Ottorino Villatora, che vive a Lugano dal 1962, stringe amicizia con lui. Sarà lo stesso Villatora che lo convincerà a riprendere, nel 1998, sia il lavoro che il percorso intrapreso.
Le 150 opere non saranno più ritrovate.
Nel 1997 per motivi di famiglia deve rientrare in Italia, e si stabilisce a Santa Maria Capua Vetere, per spostarsi successivamente, nel 2001, a Fontevivo (Parma) dove tuttora vive e lavora.
Quindi dopo due anni di pausa riprende il lavoro, ed il viaggiare anche se con intensità minore rispetto al passato, in particolare attraverso la Russia come dimostrano le mostre del 1998 a Mosca dove alla Casa dell’Artista tiene una importante personale dal titolo “Angelo Conte e le sue Follie Quotidiane – Surrealismo made in Italy”, e nello stesso luogo tre anni dopo altra rassegna dal titolo “Un viaggio al Centro dell’Immaginario Collettivo”. Altre esposizioni seguiranno, sempre a Mosca, alla Galleria Albatross nel 2008 (titolo: “Un italiano surrealista: Angelo Conte”), e nella stessa galleria nel 2011 (titolo: “Nel segno dell’Inconscio”).
Sempre nel 1998, in concomitanza con uno dei frequenti viaggi in Russia, conosce Olga Dossenko e la sposa in Italia, a Santa Maria Capua Vetere. Un anno dopo nasce il secondo figlio Daniele. Il matrimonio risulta piuttosto burrascoso e termina con un divorzio nel 2005, successivamente Angelo e Olga giungono ad un accordo e Olga con Daniele si trasferiscono a Parigi, dove risiedono tuttora.
Nel 2006 ha un incidente stradale molto grave all’estero, in Russia, da cui esce vivo ma in condizioni disastrose, al punto di dover subire complessivamente ben sei operazioni, seguite da un lungo periodo di riabilitazione, il tutto per una durata complessiva di quasi cinque anni. Poi piano piano ho riprende l’attività, pur subendone ancora oggi le conseguenze.
Innumerevoli, al punto di non poterle citare, le partecipazioni a mostre collettive in Europa e negli Stati Uniti.
Le sue opere sono presenti, in collezioni pubbliche e private, in Italia, Francia, Stati Uniti, Germania, Russia, Serbia, Svizzera.

 

Attualmente lavora con:                                                                        

Galleria Immagini arte – Cremona

Galleria Wikiarte – Bologna

Galleria Zamenhof - Milano

 

Siti Web:

www.angeloconte.eu

Orler – www.ProgettoLab.com

I segnalati da Vittorio Sgarbi – www.Bebopart.com